Alla Biennale dell’Economia Cooperativa di Genova la proposta di una governance democratica dell’Intelligenza Artificiale

Oltre 600 partecipanti in presenza, più di 30 docenti universitari provenienti da atenei liguri, piemontesi e lombardi, e centri di ricerca, una forte presenza istituzionale nazionale ed europea: a Genova la tappa genovese della Biennale dell’Economia Cooperativa, dedicata al rapporto tra Intelligenza Artificiale, lavoro e disuguaglianze.
Palazzo Ducale ha ospitato un confronto tra cooperazione, università, imprese e nuove generazioni su una domanda centrale: chi governa i dati? Come viene distribuito il valore generato? Verso quali finalità sono orientate le piattaforme dell’Intelligenza Artificiale?
L’iniziativa è stata promossa da Legacoop, insieme a Coopfond, Fondazione Pico e Fondazione Barberini.
Dalle origini della cooperazione alla sfida dei dati
Ad aprire il confronto è stato il presidente di Legacoop Liguria, Mattia Rossi, che ha richiamato le radici storiche del movimento cooperativo per interpretare le trasformazioni contemporanee, lanciando il concetto di sussidiarietà digitale: «Abbiamo voluto riportare nel presente le ragioni originarie della cooperazione, mettendole alla prova delle sfide dell’economia digitale. Se nell’Ottocento i pionieri di Rochdale si unirono per garantire l’accesso alla farina e alle candele, oggi la questione riguarda i dati: sono la nuova infrastruttura economica e sociale. La domanda è la stessa di allora, chi governa il valore che produciamo e a quale fine?, ma la risposta non può limitarsi alla competitività. Serve una governance dell’innovazione, capace di coniugare tecnologia, lavoro, ambiente, diritti e democrazia. La Biennale di Genova è stata un laboratorio in questa direzione: un luogo in cui cooperazione, università, imprese e giovani hanno lavorato insieme per immaginare modelli di sussidiarietà digitale e di intelligenza artificiale orientati all’interesse generale, non all’accumulazione.»
Innovazione senza esclusioni
In un contesto segnato dall’espansione della gig economy, dalla concentrazione del potere nelle grandi piattaforme globali e nel rischio di manipolazione delle informazioni, la Biennale ha quindi rilanciato i temi etici del sapere, del rapporto uomo macchina, della responsabilità morale dell’agire economico e della democrazia nell’era dell’algoritmo.
Nel suo intervento, il presidente nazionale di Legacoop, Simone Gamberini, ha posto l’accento sul rapporto tra trasformazione digitale e qualità del lavoro. «Vogliamo un’innovazione che non produca nuove esclusioni – ha sottolineato - ma che, in coerenza con i principi cooperativi di mutualità e partecipazione, sia inclusiva, trasparente e responsabile. Le piattaforme e l’Intelligenza Artificiale devono diventare strumenti per redistribuire valore, rafforzare i diritti e generare opportunità di lavoro di qualità. Solo così la trasformazione digitale potrà tradursi in un vantaggio concreto per le comunità, i territori e le persone, mettendo la tecnologia al servizio del bene comune»
Cooperative AI: un cambio di prospettiva
Tra i temi centrali emersi nel dibattito, c’è stata la proposta di “Cooperative AI”, una visione che punta a superare i modelli estrattivi delle piattaforme digitali. «Attraverso Cooperative AI vogliamo affermare un cambio di prospettiva - spiega Piero Ingrosso, presidente di Fondazione Pico - sistemi capaci di cooperare tra loro e con le persone, generando valore condiviso. Per il movimento cooperativo questo significa lavorare su governance dei dati, tutela dei legittimi proprietari e modelli digitali che non estraggano valore, ma lo redistribuiscano in modo equo e partecipato. L’IA non può essere solo efficiente e autonoma: deve essere affidabile, inclusiva e con la persona al centro»
Concetti che saranno ripresi nella seconda giornata, venerdì 27 al Palazzo della Borsa e a Casa Paganini, durante la quale i sei workshop rivolti a un pubblico di under 35 tradurranno questi principi in proposte operative, tra cui: un modello di cooperativa di proprietari di dati, sistemi di IA applicati alle mutue sanitarie, piattaforme cooperative orientate al lavoro di qualità, strumenti digitali per l’educazione e l’informazione cooperativa, un drone cooperativo per l’accessibilità delle aree interne, un podcast cooperativo dedicato all’identità e alla comunicazione.
La responsabilità morale nell’era dell’IA
Accanto alla dimensione economica, la Biennale ha dedicato ampio spazio alla riflessione etica. «L’intelligenza artificiale non è un destino da subire né uno strumento neutro da utilizzare senza riflessione. La vera sfida è comprendere a quali condizioni possiamo interagire con questi sistemi senza delegare loro la nostra responsabilità morale. La prospettiva cooperativa offre una chiave preziosa: superare i dualismi tra umano e artificiale, tra controllo e delega, e costruire invece forme di corresponsabilità e trasparenza. Solo così l’IA può diventare un partner in un processo condiviso di deliberazione, capace di ampliare le nostre capacità senza indebolire il giudizio umano», ha dichiarato Maria Silvia Vaccarezza, Professoressa di Filosofia morale all’Università di Genova e componente del Comitato scientifico della Biennale.
Genova al centro di un dibattito nazionale
Oltre che della Sindaca Salis, la tappa genovese ha visto la partecipazione del presidente della Regione Liguria Marco Bucci, l’assessore allo sviluppo economico della Regione Liguria Alessio Piana, il vicesindaco e assessore all’economia sociale del Comune di Genova Alessandro Terrile, Brando Benifei europarlamentare e co-relatore AI Act, Irene Tinagli europarlamentare e co-presidente dell’Intergruppo Economia Sociale (in collegamento), Edoardo Rixi viceministro delle infrastrutture e dei trasporti (che ha inviato un messaggio di saluto), Ilaria Cavo vicepresidente commissione attività produttive della Camera dei Deputati (in collegamento).
Verso un documento di indirizzo
I risultati emersi confluiranno nel manifesto della Biennale dell’Economia Cooperativa, che sarà presentato nelle prossime settimane come contributo al dibattito nazionale ed europeo sulla governance dell’Intelligenza Artificiale.
La sfida lanciata da Genova è chiara: governare l’innovazione non per accumulare valore, ma per redistribuirlo.
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