Per aprire i porti si scende in piazza. Anche Legacoop oggi a De Ferrari

L’onda a Genova contro il Decreto Sicurezza non si ferma. E dopo la protesta sul web ( la pagina facebook  Disobbediamo al decreto sicurezza #restiamo umani ha già superato i 2000 like ed è stata rilanciata anche da Vauro), la protesta arriva anche in Piazza De Ferrari.

Oggi alle 18 Legacoop Liguria sarà a fianco di Genova che Osa e di numerose altre organizzazioni per ” rispondere alla follia disumana dei porti chiusi del governo, ricordando che  Genova è città aperta, città di mare, di scambi, di culture differenti che si incontrano, ma soprattutto di umanità”.

Una protesta che fa seguito all’allarme lanciato nei giorni scorsi da Alessandro Frega, vice presidente vicario di Legacoop Liguria.

” Da anni accogliamo ogni giorno chi è in difficoltà – ha sottolineato Frega in questi giorni – .  Bambini, anziani, persone in difficolta sociale ed economica, migranti. Crediamo nei valori di uguaglianza solidarietà giustizia sociale, accoglienza. Per questo di fronte all’orrore del decreto (in)sicurezza ci sentiamo di  dire un chiaro e netto no! Non possiamo abbandonare al loro destino gli ultimi della terra. Non ci piegheremo a chi vuole escludere, dividere, mettere sulla strada persone in difficoltà. Continueremo ad accogliere chi ha bisogno e viene escluso da un decreto inumano, contando sulle nostre forze. Continueremo a dare un accoglienza dignitosa anche attraverso quei  servizi che il decreto vuole abolire : corsi di italiano, orientamento sociale e lavorativo, nella convinzione che siano l’unica strada per una buona accoglienza ed una integrazione vera. Non manderemo via persone che un decreto inumano definisce meritevoli di protezione ma non di accoglienza.Facciamo appello a tutti i sindaci affinchè non applichino le norme del decreto come gia fatto da molti loro collegi. Mettiamo al primo posto l’accoglienza e la solidarietà”.

Una posizione netta ribadita anche nel corso di un’intervista al TG3 Liguria.

” Con il Decreto Sicurezza si mettono in discussione diritti fondamentali delle persone e per noi cooperatori sociali questo è inaccettabile – ha ricordato Alessandro Frega -. Il rischio è che le strutture abbiano solo una funzione di contenimento”.

Oggi contro questo Decreto (in)sicurezza, la protesta arriverà in piazza.

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