31 Lug 2022

Ok dal Ministero. Ora per salvare i muscoli la Coop Miticoltori Spezzini va in mare a pescare le orate giganti

Orate giganti che divorano i muscoli, poi le acciughe che scendono fino a 40 metri di profondità in cerca di acque più fresche ma anche il pesce Re, pregiatissimo, che fino a qualche anno fa si trovava nei mari tropicali.  Acque che soltanto negli ultimi venti giorni hanno registrato nel Mar Ligure temperature tra i 27 e i 29 gradi. 
 «La prossima settimana, finalmente, potremmo uscire con una barca per pescare le orate giganti che stanno distruggendo gli allevamenti, parliamo di 150 — 200 quintali di pesci, una quantità enorme. E sono diventate così voraci proprio per lo shock termico iniziato con l’aumento delle temperature dallo scorso maggio — spiega Paolo Varrella, presidente della Cooperativa Mitilicoltori Spezzini che conta un’ottantina di soci, a Repubblica in un articolo a firma Valentina Evelli -. In questi mesi ci siamo difesi con le reti da posta poi è arrivato il via libera alla pesca da parte del ministero, una misura tardiva, per stare dietro ai permessi e alla burocrazia abbiamo perso due mesi e gran parte della produzione». 
 Così gli allevatori guardano fiduciosi al cielo. Con l’acqua così calda c’è meno ossigeno disciolto in mare. «Confidiamo nelle piogge, l’acqua piovana è fondamentale per i molluschi — conclude il presidente della cooperativa — Ma serve anche qualche mareggiata per mischiare  le acque e rimetterle in circolo».
Leggi l’articolo completo su Repubblica di oggi, domenica 31 luglio.
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