30 Ago 2022

Arnasca d’Argento: quando una comunità tra terre e pietre guarda al futuro tra innovazione e tradizione

Nell’olivo le nostre radici. Cosi recita l’insegna della Cooperativa Olivicola Arnasco.

“Erano gli anni Novanta e c’era un periodo di siccità terribile – ha ricordato il presidente Luciano Gallizia in una recente intervista a Repubblica alla giornalista Erica Manna -. Così noi che prima vendevamo l’olio all’ingrosso, abbiamo deciso di provare al dettaglio, perché la produzione era stata scarsa. La cooperativa ha iniziato cosi: da una difficoltà, e da un’idea”.
Oggi al frantoio locale vengono prodotti dai 100 ai 150 quintali di olio all’anno, attraverso macchinari di ultima generazione.
Ma come mai l’Arnasca esiste solo qui? “Non siamo ancora riusciti a scoprirlo – ha spiegato ancora Gallizia a Repubblica – . Ma è una varietà che esiste esclusivamente all’interno dei vecchi confini della castellania di Cenesi Arnasco e Rivernaro. In dialetto la chiamiamo pinola, perché ha un sapore che ricorda un po’ il pinolo, leggermente amarognolo. L’altra particolarità è nel frutto: di solito quando si macina l’oliva la pasta è bianca o gialla. Questa, invece, è rossa. Sembra quasi di pigiare dell’uva”.
Quest’arte di coltivare una varietà unica al mondo sarà al centro dell’annuale appuntamento dell’Arnasca d’Argento che tra convegno, premi, spettacolo (quest’anno ci sarà Pino Petruzzelli con “Vita nei boschi”) e prove di assaggio, farà riscoprire ancora una volta i segreti di questa comunità legata alle sue origini con i tesori del passato che indicano le vie  del futuro.
Scarica il programma completo.

Scarica gli allegati:

arnasca.pdf
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