12 Lug 2023

Giada, Erika, Andrea: quando il Servizio Civile ti fa capire cosa vuoi fare nella vita

Mi chiamo Giada. Ho 22 anni. Nel futuro voglio stare con i bambini, con particolare attenzione alla disabilità infantile.
Mi chiamo Erika. Ho 25 anni. Sono iscritta all’Università, Dipartimento Scienze dell’Educazione e della Formazione. Voglio fare quello nella vita.
Mi chiamo Andrea. Ho 20 anni. Ho deciso che nel futuro farò l’insegnante di educazione fisica, sono già iscritto all’ Università per la Laurea in Scienze Motorie.
Forse lo sapevano già. Ma ora sono certi su cosa vorranno fare nella vita. Grazie ad un anno di coinvolgimento nel Servizio Civile e ai progetti di cittadinanza attiva realizzati all’interno delle cooperative liguri con il coordinamento di Legacoop Liguria.
“Con la Cooperativa Saba e l’aiuto dei genitori abbiamo realizzato a Pegli  un giardino sensoriale per i bambini da 1 a 3 anni – spiega Andrea Gagliano – La struttura era già esistente ma abbiamo aggiunto le piramidi con le gomme, un percorso per i bambini a piedi nudi, ampliato l’orto dove seminare.
Un progetto che per i bambini è stato utilissimo e mi ha permesso  di ambientarmi nel mondo del lavoro nonché adattarmi a lavorare in gruppo. Un’ esperienza significativa, fondamentale nel mio percorso per arrivare a diventare un insegnante educazione fisica. L’idea del Servizio Civile mi è sempre piaciuta, ho sempre desiderato aiutare gli altri. Era un’opportunità da cogliere”.
Dai bambini genovesi a quelli spezzini. La storia di Giada con la Coop Cocea alla Spezia è quella di un “Servizio Civile dove mi sono trovata benissimo con un rapporto ideale con la cooperativa. All’Asilo Nido Balena Blu mi sono occupato delle relazioni con le famiglie, realizzato un giornalino che ha raccontato le attività fatte. La mia passione? Suonare la chitarra con tutti i bambini intorno”.
Un’attività di Servizio Civile che Giada ha sviluppato anche presso il Centro Bambini.
“Due esperienze che mi hanno fatto capire cosa voglio fare da grande – prosegue Giada Guastini -. Questi bambini, sia quelli più piccoli di soli 6 mesi, sia quelli un pochino più grandi, mi hanno emozionata.
Con il lavoro di Cittadinanza Attiva  insieme ad  altri abbiamo ideato un programma di continuità al  Bio Asilo del Carpanedo: un modo per riunire i genitori dei bambini che hanno frequentato questa struttura, almeno dal 2019 in poi, per metterli o  rimetterli in contatto, farli trovare, far ritrovare i bambini. Sono circa 120/150 persone che rappresentano un valore aggiunto per una comunità che vuol far crescere i più piccoli”.
I più piccoli. Quelli che arrivano da altri Paesi. Quelli che hanno disagi economici e sociali in famiglia. Per aiutarli tutti, come ha fatto Erika nel progetto di Servizio Civile alla Coop Il Biscione.
“Un anno straordinario al Centro Socio Educativo Picwick a Sampierdarena – spiega Erika Nesta -. Nel primo periodo tante uscite ai Parchi o al mare, poi nel corso del periodo invernale ci siamo concentrati sul sostegno scolastico, aiutando a fare i compiti, creando opportunità per diminuire le difficoltà ad interagire con lingue differenti. Sono iscritta all’Università al Dipartimento  Scienze dell’Educazione e della Formazione: stando con questi bambini dai 6 ai 13 anni ora ho capito bene cosa si può fare anche in contesti complicati.
Con il lavoro di Cittadinanza attiva, abbiamo portato avanti un progetto di sensibilizzazione alla Liss. Ho conosciuto un ragazzo sordomuto nel periodo di Natale, da lì è nata l’idea di fare laboratori nei centri per insegnare l’alfabeto muto. Cosa mi ha sorpreso del linguaggio dei segni? Abbinare alla lettera iniziale del nome della persona un segno che la contraddistingue”.
Giada
Erika

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Comunicazione e Bandi

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