4 Giu 2019

Coop e tempo di bilanci/1: Delta Mizar e quella voglia di reinventarsi ogni volta

Fatturato oltre gli 850.000 euro. Utile oltre i 100.000.  Impiegati 50 lavoratori con una percentuale di persone svantaggiate  pari al 72,41%. I numeri del 2018 di Delta Mizar sono questi. Dietro e dentro c’è molto altro.

“Dietro e dentro questa cooperativa c’è un’intuizione – spiega il presidente di Delta Mizar, Massimo Bolla -,  una buona dose di sogno e tanta energia positiva. Energia che in questi quindici anni si è trasformata in una realtà aziendale che dà lavoro e fornisce risposte al mercato dei servizi.

Una bella soddisfazione, non c’è che dire. Ora, come allora, però, ci sentiamo in corsa. E con una buona dose di fiato ancora da spendere.

Nessun risultato è raggiunto per sempre. Meno che meno oggi, in un mondo in cui tutto ondeggia, oscilla e fluttua, fino, talvolta, a cadere.

Abbiamo fatto della versatilità il nostro punto di forza e senza sentire l’ansia di volere fare tutto, abbiamo saputo gestire servizi in una casa di riposo per anziani, confezionare frutta, garantire livelli di pulizia in ambienti critici ed alimentari, ricevere ospiti, dare informazioni, smistare telefonate, progettare, organizzare e gestire la raccolta porta a porta dei rifiuti, anche in posti logisticamente complicati.

In questi mesi Delta Mizar ha conseguito le autorizzazioni necessarie per effettuare il trasporto di persone e il progetto presentato alla Regione è piaciuto al punto che la Finanziaria Regionale ha approvato un contributo a nostro favore di circa 53.000 euro per acquistare due pulmini. Uno è già arrivato e non si tarderà a metterlo in pista.

E poi la nuova sede.  Nella vecchia sede.

“ Quella che fino ad oggi la consorella COSEVA ha condiviso con noi – conclude Massimo Bolla -.  Da quest’anno Delta Mizar sarà titolare dell’intera sede, dopo che COSEVA si sarà trasferita nella nuova, bellissima sede che ha realizzato dall’altro lato della strada. Saremo sempre vicini fortunatamente, ma è indubbio che avremo, nuovi spazi fisici a disposizione. Luoghi da utilizzare. Da riempire. Da reinventare”.

Fatturato oltre gli 850.000 euro. Utile oltre i 100.000. Al 31 dicembre 2018 risultano impiegati 50 lavoratori. La percentuale di persone svantaggiate è pari al 72,41%.

I numeri del 2018 di Delta Mizar sono questi. Dietro e dentro c’è molto altro.

“Dietro e dentro questa cooperativa c’è un’intuizione – spiega il presidente di Delta Mizar, Massimo Bolla -,  una buona dose di sogno e tanta energia positiva. Energia che in questi quindici anni si è trasformata in una realtà aziendale che dà lavoro e fornisce risposte al mercato dei servizi.

Una bella soddisfazione, non c’è che dire. Ora, come allora, però, ci sentiamo in corsa. E con una buona dose di fiato ancora da spendere. Nessun risultato è raggiunto per sempre. Meno che meno oggi, in un mondo in cui tutto ondeggia, oscilla e fluttua, fino, talvolta, a cadere.

Abbiamo fatto della versatilità il nostro punto di forza e senza sentire l’ansia di volere fare tutto, abbiamo saputo gestire servizi in una casa di riposo per anziani, confezionare frutta, garantire livelli di pulizia in ambienti critici ed alimentari, ricevere ospiti, dare informazioni, smistare telefonate, progettare, organizzare e gestire la raccolta porta a porta dei rifiuti, anche in posti logisticamente complicati.

In questi mesi Delta Mizar ha conseguito le autorizzazioni necessarie per effettuare il trasporto di persone e il progetto presentato alla Regione è piaciuto al punto che la Finanziaria Regionale ha approvato un contributo a nostro favore di circa 53.000 euro per acquistare due pulmini. Uno è già arrivato e non si tarderà a metterlo in pista.

E poi la nuova sede.  Nella vecchia sede.

“ Quella che fino ad oggi la consorella COSEVA ha condiviso con noi – conclude Massimo Bolla -.  Da quest’anno Delta Mizar sarà titolare dell’intera sede, dopo che COSEVA si sarà trasferita nella nuova, bellissima sede che ha realizzato dall’altro lato della strada. Saremo sempre vicini fortunatamente, ma è indubbio che avremo, nuovi spazi fisici a disposizione. Luoghi da utilizzare. Da riempire. Da reinventare”.

 

 

 

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