Rossi ” Bene incontro con Burlando. Riordino dei Porti garantisca la qualità del lavoro “

Di   /  27 agosto 2014   

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“L’incontro di oggi con il presidente Burlando e le altre realtà economiche e istituzionali di Savona sul tema del riordino delle Autorità Portuali è stato per noi un buon incontro – ha commentato Mattia Rossi per  Legacoop Liguria -.  L’impegno della Regione dà garanzie affinché il tema venga affrontato in modo corretto già a partire dai prossimi giorni.

Non vogliamo contestare l’esigenza di una riforma che ci deve essere. Ma occorre tenere conto dell’importanza e dell’efficienza del Porto di Savona e del ruolo che questo svolge per questa provincia e per tutta la regione.

Per noi è indispensabile che si tenga conto nella discussione della qualità e dell’organizzazione  del lavoro svolto  in  Porto e nei retroporti. Settori in cui le nostre cooperative hanno saputo negli anni garantire alti livelli qualitativi di servizio che hanno permesso di supportare e sviluppare con successo le attività che hanno reso questo Porto competitivo”.

Il  presidente della Regione Liguria Claudio Burlando ha infatti incontrato oggi  le parti istituzionali e sociali savonesi sul tema del riordino delle Autorità Portuali.

Alla discussione erano presenti, oltre a Burlando, gli assessori regionali Angelo Berlangieri, Giovanni Boitano, Renzo Guccinelli, Raffaella Paita, Lorena Rambaudi, il presidente del consiglio regionale Michele Boffa e i consiglieri Alberto Marsella e Antonino Miceli. Durante il dibattito sono intervenuti nell’ordine: Ettore Torzetti, Fit Cisl, Gian Luigi Miazza, presidente dell’Autorità Portuale di Savona, Livio Di Tullio, vicesindaco di Savona, Giuseppe Giangrande, UIL, Luciano Pasquale, presidente della Camera di Commercio di Savona, Fulvia Veirana, CGIL, Monica Giuliano, sindaco di Vado Ligure, Alberto Panigo, console della Compagnia Portuale di Savona, Alessandro Berta, direttore dell’Associazione Industriali di Savona, Riccardo Borgo, ex sindaco di Bergeggi, Alessandra Orsero, rappresentante degli agenti marittimi di Savona e Imperia e Mattia Rossi, per Legacoop Liguria.

 

“Come faccio sempre ho cercato di mettere insieme tutte le realtà interessate, in questo caso savonesi perché è chiaro che la preoccupazione per un eventuale accorpamento delle due Autorità Portuali è più lì che a Genova – ha detto Burlando – .  La comunità istituzionale, economica, del mondo del lavoro in primo luogo chiede di valutare il fatto che Savona, una volta finito l’investimento della Maersk e  – aggiungo io – ottenuti i traffici, avrebbe le caratteristiche per essere un porto autonomo. Questa è la richiesta che viene avanzata e che mi pare giusto trasmettere con una discussione che avvieremo a livello di Stato-Regioni, di Stato-Regioni-Città, quindi con i Comuni, e infine con il dibattito parlamentare”.

Al centro dell’intervento di Burlando anche altri aspetti come la gestione dei piani regolatori.

“Bisogna sgombrare il campo da alcune questioni – ha sottolineato Burlando -.  Non si fermano gli appalti, le Autorità Portuali devono garantire una transizione, le Compagnie rimangono due, i lavoratori del porto di Savona rimangono a Savona e vanno nella nuova sede. Poi bisognerà capire, nel caso che la questione venga affrontata, se sarà possibile avere una gestione unitaria di alcune grandi questioni, per esempio la pianificazione dei piani regolatori, e poi un’operatività che dia spazio ad autonomie e a gestioni territoriali più ravvicinate al mondo economico locale.”

Il presidente ha proseguito ricordando che “con Renzi abbiamo già cominciato a discutere l’argomento e gli ho scritto una proposta. Inoltre vedremo il Ministro dei Trasporti martedì 2 settembre a Roma per parlare di Gronda e di Fontanabuona, ma parleremo anche di questo. Poi avremo due mesi, come minimo, per interloquire, insieme con i parlamentari, con il Governo. Che tenta di mettere in moto un Paese rimasto fermo per troppo tempo e che dà al cambiamento un valore che va al di là della pur importante riforma per dimostrare ai partner europei che si merita una flessibilità perché è in grado di riformare.”

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