Profughi e cittadini. Quando il fango può rendere tutti uguali

Di   /  18 novembre 2014   

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I profughi del centro di accoglienza di Busalla, lo hanno deciso da subito. Ed è così che si sono mossi autonomamente sotto l’acqua battente già nella serata di sabato 15 novembre.

L’idea era molto semplice, la pratica molto antica: dare una mano alla comunità che li stava ospitando dalla fine del luglio scorso per ritrovare sotto al fango e ai detriti i luoghi della cittadina amica. E’ stato così che la cooperativa sociale gestore del campo di accoglienza , la cooperativa sociale Co.Ser.Co onlus di Genova,  di accoglienza ha messo loro a disposizione materiali e strumenti utili per l’intervento.

“ Domenica mattina è stato difficile non notare l’arrivo dell’intero campo nel centro del paese. Anche se è bastato poco per accorgersi che  il fango che si attacca a mani e vestiti può rendere tutti uguali, confondendo cittadinanza e popolo dei volontari – spiegano i responsabili di Co.Ser.Co -. Ed è  lo stesso fango che si sposta a fatica  a fare dimenticare gli sguardi dubbiosi, stupiti e riconoscenti  .Ora è tempo di spostare i detriti dalle strade dicendo di sì a chi cerca delle braccia forti per sgombrare lo scantinato o il garage” .

Gli alloggi del campo di accoglienza per richiedenti asilosono nei locali presso l’ex ospedale Frugone di Busalla.

L’inizio dell’allestimento del campo è stato il 19 luglio 2014; apertura e accoglienza primo contingente profughi: 23 luglio 2014; 25 gli ospiti (maschi adulti) attualmente presenti; 5 etnie diverse (Gambia, Mali, Sudan, Ghana, Costa d’Avorio); 3 religioni diverse; 81 è il totale dei profughi ospitati presso il campo dalla sua apertura.

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