Povertà e Famiglie. Ecco i dati della ricerca del Centro Studi Danilo Ravera

Di   /  14 novembre 2017   

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Presentata al Congresso delle coop sociali la ricerca ” Povertà e Famiglie ” realizzata dal Centro Studi Danilo Ravera.
I dati ( scarica il documento allegato) mostrano una riduzione della ricchezza e stagnazione, accompagnati a una più ineguale distribuzione del reddito hanno determinato un aumento delle persone a rischio di povertà o esclusione sociale. Questo succede nella regione più vecchia d’Europa dove il tessuto familiare è particolarmente debole (le persone vivono da sole e in particolare gli anziani).
La ricchezza in circolazione in Liguria è diminuita con la crisi e oggi rimane sui livelli del 2008, non tenendo il passo con la stagnante ripresa del Nord Ovest e dell’Italia.
Il prodotto interno lordo Liguria ha perso il passo col Nord Ovest e il resto del Paese. La curva del PIL per l’Italia, il Nord Ovest e la Liguria ha seguito lo stesso andamento fino al 2009: una crescita complessiva del 25% circa tra il 2001 e il 2008, dopodiché una calo tra il 4 e il 5% in un solo anno nel 2009. Nei sei anni successivi, fino al 2015, mentre il PIL dell’Italia è del Nord Ovest ha di poco recuperato i valori del 2008 con un crescita complessiva tra il 6 e 7% (si può parlare di stagnazione), l’indicatore ligure è ancora fermo sotto i valori pre-crisi, essendo aumentato dell’1,4% nel complesso di questi anni (stagnazione ai limiti della decrescita), durante la metà dei quali il tasso di crescita ha registrato un segno negativo (2010, 2012, 2013).
Il reddito disponibile familiare medio ha seguito una curva analoga, salvo che per tutti e tre i livelli territoriali nel 2015 (ultima rilevazione EUROSTAT a oggi) non ha ancora ripreso l’ammontare del 2008. Per la Liguria, la cifra registrata è di 19.300 €, 1.200 € in media in meno rispetto al 2008 dopo aver toccato il minimo di 19.000 € nel 2013. Il dato medio riferito al Nord Ovest è oggi 1.100 € inferiore al 2008 (20.100 nel 2015 contro 21.200 € nel 2008), l’indicatore nazionale è diminuito di 800 (era di 17.600 € nel 2008 contro 16.800 € nel 2015 ).
Il reddito imponibile dichiarato è di 16.205 € per abitate (22.104 per dichiarante) in Liguria nell’anno d’imposta 2015, contro i 13.683 € dell’Italia (20.674 per dichiarante) e il 16.663 del Nord Ovest (23.610 per dichiarante), il 10% in più rispetto al 2008. Il 21% dell’imponibile complessivo in Liguria è del 5% di contribuenti che dichiara oltre 55.000 €; è il 24% nel Nord Ovest dove sono il 5,5% e il 21% a livello nazionale dove sono il 4%. Specularmente, il 27% che dichiara solo fino a 10.000 € ha il 6% appena dell’imponibile complessivo (sono il 24% dei dichiaranti nel Nord Ovest col 5% dell’imponibile e il 31% in Italia col 7% dell’imponibile).
Il 34% dell’imponibile dichiarato è di origine pensionistica, e appartiene al 41% dei dichiaranti (di più rispetto al Nord Ovest dove i pensionati sono il 38% dei dichiaranti col 29% dell’imponibile e di più anche dell’Italia dove sono il 37% col 30% dell’imponibile). L’imponibile medio per pensionato è del 17% inferiore in Liguria al dato dell’imponibile medio per dichiarante globale.
L’ineguale distribuzione dei redditi è testimoniata anche dal crescere dell’Indice di Gini, un’indicatore che misura quanto è diseguale la ripartizione della ricchezza in un territorio: più l’indice è alto più la suddivisione è diseguale. Infatti, oggi questo indice è cresciuto sul 2008 e in particolare è del 9% più alto rispetto al minimo toccato nel 2009. L’indice in Liguria è divenuto maggiore di quello del Nord Ovest, anche se resta minore del dato Italiano.
La quota di persone a rischio di povertà ed esclusione sociale è aumentata, oggi supera un quarto dei residenti in allontanamento dal valore di riferimento del Nord Ovest.
La percentuale di residenti a rischio di povertà o esclusione sociale è cresciuta dal 20% del 2008 al 26% del 2015 in Liguria, dal 16 al 19% nel Nord Ovest e dal 26 al 29% in Italia. La Liguria ha storicamente segnato valori maggiori del Nord Ovest e minori dell’Italia nel complesso, oggi la curva della Liguria è pericolosamente vicina a quella nazionale.
La Liguria è una regione eminentemente anziana, dove la crescita di disuguaglianze e riduzione della ricchezza non può non avere conseguenze.
Al 2016 il 15,4% dei residenti ha 75 anni e più: l’unica regione nell’UE a superare la percentuale del 15.
Nello stesso anno, solo il 67% dei residenti è in buona salute contro il 71% del Nord Ovest e il 70% dell’Italia. Il 25% dei residenti convince con due malattie croniche, contro il 21% del Nord Ovest e dell’Italia. All’ultima rilevazione ISTAT (2016), il 49% dei residenti liguri ha consumato farmaci negli ultimi 2 giorni.
I dati disponibili (questi riferiti al comune di Genova) descrivono una forte situazione di solitudine: il 45% delle famiglie è unipersonale e il 39% degli over 74enni vive solo.

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