Pesca. Stato di agitazione e nuove proposte dall’Alleanza delle Cooperative

Di   /  9 novembre 2016   

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Stato di agitazione permanente del settore. E’ il risultato di una riunione accesa dei pescatori liguri autorizzati alla pesca del pesce spada da cui e’ emersa la forte preoccupazione degli operatori del settore alla luce dei recenti provvedimenti legislativi che hanno penalizzato la pesca e creato preoccupazione e disagio nelle marinerie.
Barbara Esposto ed Augusto Comes referenti regionali dell’Alleanza delle Cooperative, reduci dai recenti incontri a Bruxelles al Parlamento Europeo, Ajaccio al MEDAC ed infine Salonicco con la Rete FARNET hanno chiamato a raccolta i pescatori per informarli degli esiti delle riunioni ed all’unanimità è stato proclamato lo stato di agitazione permanente del settore.
Dai tavoli istituzionali europei, internazionali e nazionali arrivano infatti segnali funesti per il settore.
Questo rischia di rendere irreversibili gli effetti di una crisi che trae origine da una molteplicità di fattori: dai problemi dell’inquinamento marino a quelli riconducibili ad una pesca non sempre razionale chiamata a fare i conti con il problema del sovrasfruttamento delle risorse; dalla fragilità del tessuto economico del sistema pesca, composto da un insieme di piccole e medie imprese, frammentato, debole nei confronti del sistema creditizio e delle reti della distribuzione e commerciali agli aumenti continui e costanti dei costi di produzione, che gli operatori non sono in grado di scaricare sul prezzo dei prodotti alla prima vendita.

L’Alleanza delle Cooperative Ligure, ritiene che in questo contesto, e date le caratteristiche particolari del Mediterraneo, bisognerebbe avviare per tutte le attività di pesca praticate in questo mare, una procedura di armonizzazione delle varie legislazioni sia comunitarie che dei paesi extracomunitari, oltre all’esigenza di adottare dei piani di gestione comuni e condivisi.
Le 45 imbarcazioni autorizzate alla pesca del pesce spada in Liguria, di cui 27 nel Compartimento di Imperia, sono di modesto tonnellaggio ed effettuano battute di pesca giornaliere: non sono navi fattoria.
Si chiede a gran voce che si tenga in debito conto delle caratteristiche del Mediterraneo e della flotta italiana, in particolare quella ligure, caratterizzata per l’70% da imbarcazioni della “piccola pesca artigianale” che svolgono battute di pesca giornaliere. Principio che deve essere inserito nella normativa del settore e che deve essere assolutamente tutelato.

“Abbiamo proclamato lo stato di agitazione permanente del settore non escludendo azioni clamorose per la riaffermazione della dignità dei pescatori – spiegano Barbara Esposto ed Augusto Comes referenti regionali dell’Alleanza delle Cooperative -. Abbiamo già subito la chiusura della pesca del tonno: i nostri mari sono pieni di tonno e le nostre barche non possono pescarli mentre oltre le 12 miglia nelle acque internazionali le imbarcazioni extracomunitarie ne riempono le stive. Non accetteremo che per il pesce spada si adottino le medesime logiche politico-economiche insensate e vessatorie per gli imprenditori ittici italiani. Difendiamo il nostro patrimonio, non disinteressiamoci di un segmento produttivo che rappresenta una ricchezza per l’intera collettività. In questi giorni provvederemo ad inviare a tutte le forze politiche europee, nazionali e regionali una piattaforma di proposte e svolgeremo una importante campagna di informazione rivolta ai cittadini quali consumatori dei nostri pesci”.

(La foto storica è del 1957 quando a Imperia Oneglia in Piazza Bianchi il giovane diciottenne “Pippo” Patti mostrava orgoglioso il pesce spada di 96 kg catturato con la sua barca. Ciò a riprova della storicità di questo tipo di pesca in Liguria. Questo “giovanotto” di 77 anni ancora oggi solca i nostri mari).

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