Granero ” Riordino Porti prioritario. Ma no alle fusioni a freddo “

Di   /  18 maggio 2014   

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Per Legacoop Liguria il tema del riordino dei Porti è prioritario. Ma il riordino fatto per fusioni a freddo è sbagliato.

“ Nell’ambito del dibattito ormai aperto sul riordino e lo sviluppo delle  attività portuali occorre ricordare come il movimento cooperativo si è inserito in questi anni con qualità e capacità competitiva, creando valore aggiunto, producendo e distribuendo ricchezza non delocalizzabile – sottolinea il presidente di Legacoop Liguria, Gianluigi Granero -. Le Cooperative aderenti a Legacoop Liguria rappresentano buona parte del lavoro svolto nei porti e nei retroporti liguri con forti connessioni con i territori piemontesi, lombardi e toscani. Significano competenze di carattere innovativo sulla movimentazione e lavorazione delle merci, sulla logistica, l’accoglienza crocieristica e sui servizi tecnico nautici.”

Tre i punti essenziali sui quali Legacoop Liguria chiede maggiore attenzione.

1)      Celerità nelle decisioni ma senza farsi prendere dalla  fretta. L’accelerazione che sta contraddistinguendo l’operato del Governo non depone a vantaggio di una stesura del decreto condivisa con gli operatori e realmente efficace.  Si chiede un confronto con il governo e la commissione trasporti perché è preferibile un  procedimento legislativo concertato con gli stakeholders piuttosto che un decreto legge calato dall’alto;

2)      Qualità del Lavoro e  lavoro competitivo. Né nella riforma Lupi, né nel disegno PD, il tema del lavoro acquisisce importanza e ruolo decisivo, non vengono menzionate le caratteristiche che deve possedere un operatore portuale e si paventa lo spettro della deregolamentazione da cui trarrebbero beneficio le cooperative spurie della logistica anche all’interno delle aree portuali e immediatamente retrostanti. Si teme la riproduzione del fenomeno del lavoro a basso costo e bassa qualità avvenuto in molti interporti. Occorre scongiurare la liberalizzazione del lavoro nei porti e nei retro porti;

3)       Dimensione, funzionalità ed efficienza dell’Amministrazione Portuale. Occorre uscire dall’ambiguità e contestare il principio che il principale criterio di razionalizzazione possibile sia la costituzione di macro Autorità Portuali ottenute da freddi accorpamenti e tagli lineari. Sottolineiamo l’esigenza di sconfiggere la farraginosità propria di molti sistemi di grandi dimensioni, in cui si ingessano le procedure, si frenano le scelte e la capacità di rispondere agli operatori in tempi certi ed in linea con il mercato .

In questi giorni  il Coordinamento delle cooperative liguri del porto si è riunito a Bologna con le cooperative dei lavoratori del porto di tutta Italia. E’ stato sottoposto alla discussione un documento di Legacoop Liguria che diventerà la base di lavoro alla modifica della Legge di riforma dei porti proposto da Legacoop Nazionale.

Lega Coop e Aci debbono svolgere un ruolo decisivo in questa discussione incidendo sulla costruzione del nuovo testo di Legge di riforma.

“ Il nostro interesse non è da intendersi solo sulle tematiche locali e nazionali, bensì sulle dinamiche macroeconomiche e le politiche in sede europea come luogo di definizione delle politiche strategiche del mercato, della concorrenza e del lavoro – prosegue Gianluigi Granero -. Le politiche portuali in Italia, malgrado l’invidiabile posizione geografica e gli oltre 8000 Km di costa, sono inadeguate a partire da un insufficiente sviluppo infrastrutturale, un’endemica carenza di collegamenti fra città e porti, fra terra e mare, con procedure amministrative e doganali lente e costose, oltre la media europea ed una bassa efficienza del trasporto ferroviario”.

Di fronte a questo scenario ed in assenza di una riforma strutturale dei porti, per il nostro Paese il rischio di marginalizzazione nella rete internazionale si fa sempre più reale.

E’ per queste ragioni che Legacoop ritiene che i porti vadano considerati in questa riforma come parte decisiva per il rilancio economico del nostro paese e dell’Europa. Per queste ragioni intendiamo sostenere l’esigenza di una riforma che vada davvero nella direzione dell’integrazione di una rete più ampia di porti, incentrata su una politica di realizzazione, e non più di sola programmazione, di nuove infrastrutture per la logistica di merci  e persone capaci di recuperare competitività e crescita.

La comunità europea, mettendo a disposizione 26 miliardi di euro da qui al 2020, è l’altro tavolo su cui giocare la scommessa per la portualità italiana e per dettare il posizionamento strategico del nostro paese in un’ottica di efficienza, competitività, reale integrazione dei porti.

“ Nel maggio 2013 è stata formalizzata dalla Commissione europea una proposta di regolamento sui porti – conclude il presidente di Legacoop Liguria, Gianluigi Granero -.  Nel 2014 la proposta si è arenata e si presuppone che avrà un nuovo impulso nella prossima legislatura. Indispensabile capire che spazi di manovra possa avere Legacoop e ACI nella comprensione di questioni inerenti a: regolamenti portuali; legislazioni di riferimento;  legislazioni  concorrenti; accesso al mercato dei servizi portuali; concorrenza nel mercato del lavoro e dei servizi tecnico nautici; implicazione delle relazioni finanziarie tra Europa e stati membri: gettito, fiscalità, capacità di investimenti. Intercettare e definire per tempo questi temi ha per noi importanza decisiva anche nella conoscenza delle ricadute sui singoli territori e permette alle nostre Cooperative di programmare le strategia imprenditoriale nel  medio e lungo periodo”.

  • Granero " Sosteniamo i ragazzi liguri che hanno voglia di fare impresa"
  • Risso " I giovani trovano nelle coop uno strumento democratico per fare impresa "

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