6 Mar 2017

Granero al Secolo XIX ” Hi tech, cultura e ambiente contro crisi e disoccupazione “

Il futuro del Nord Ovest passa anche dalla capacità di innovazione delle cooperative liguri. Il Secolo XIX di oggi intervista il presidente di Legacoop Liguria, Gianluigi Granero, a pochi giorni dal Forum che lo stesso giornale organizzerà il prossimo 8 marzo a Palazzo Ducale su “Genova, l’hi-tech con vista mare”.
PENSARE positivo: per Gianluigi Granero, presidente di Legacoop Liguria, è uno dei “segreti” per sostenere e assecondare lo sviluppo di Genova e dell’intera regione nei prossimi anni. “Non un banale esercizio di ottimismo, però – spiega il presidente di Legacoop Liguria a Vincenzo Galliano che ha realizzato l’intervista -. Ma un preciso atteggiamento mentale, una fiducia nei propri mezzi, che nasce dalla «consapevolezza dei tanti punti di forza del nostro territorio e del grande lavoro svolto sin qui” . Porto, turismo e industria sono, anche per Granero, i settori trainanti della crescita economica e occupazionale «che avrà un’accelerazione con il completamento delle grandi infrastrutture e della terziarizzazione».
Granero sottolinea i punti di forza del territorio «Su quali siano, ormai siamo tutti d’accordo. Il cluster portuale, prima di tutto: nella rete logistica mondiale, i porti oggi sono un asset determinante per il valore delle merci e non soltanto luogo di transito. E la vocazione portuale di Genova si porta dietro un enorme patrimonio di competenze e professionalità apprezzato in tutto il mondo: studi legali, broker, dogane, commercialisti, compagnie assicurative. Non è un caso, ad esempio, che la Siat, società del gruppo Unipol che assicura il 20% delle navi nel mondo, abbia mantenuto la sede sotto la Lanterna anche dopo la fusione con Fondiaria”.
E poi la capacità della cooperazione ligure di essere protagonista anche a livello nazionale.
“Se prendiamo il bando nazionale finanziato da Coop Liguria per il sostegno delle start-up vediamo che su 25 nuove aziende, dieci sono liguri. Significa che ci sono moltissimi giovani in gamba che hanno scelto di restare qui e mettere a frutto i loro talenti”.
Per l’intervista integrale leggi il Secolo XIX di oggi.

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