Coop Liguria: un patrimonio netto superiore all’ammontare del prestito sociale

Di   /  22 settembre 2017   

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di Francesco Berardini *

Con l’intervento del viceministro Morando sul Secolo XIX sono state precisate le linee di intervento del governo sulla normativa del prestito sociale, che peraltro convergono con i provvedimenti di autoregolamentazione già assunti da Legacoop nel senso di modificare le norme per aumentare ulteriormente le garanzie per i Soci prestatori. Da tempo Coop Liguria ha attuato criteri di gestione della raccolta del prestito che sono molto più prudenziali e molto più garantisti sia rispetto alle norme attualmente in vigore, sia rispetto a quelle recentemente decise o preannunciate. Le condizioni essenziali per garantire la restituzione del prestito sociale ai Soci prestatori sono due: una adeguata copertura patrimoniale delle somme prestate; una adeguata disponibilità di somme liquide o prontamente liquidabili per assicurare la restituzione delle somme prestate quando esse vengano richieste. La copertura patrimoniale prevista dalle norme attuali è di un terzo del prestito (cioè una cooperativa non può raccogliere prestito per un valore che ecceda il triplo del proprio patrimonio netto), e quasi tutte le proposte avanzate per offrire ai soci prestatori maggiori garanzie prevedono comunque coperture patrimoniali inferiori all’ammontare del prestito.

Coop Liguria, invece, adotta già da tempo il criterio della copertura patrimoniale integrale del prestito, in base al quale il valore del prestito sociale deve essere uguale al patrimonio, e oggi, addirittura, possiede un patrimonio netto che è nettamente superiore all’ammontare del prestito (10% in più!). La percentuale di risorse liquide consentita dalle norme e prevista dai criteri di autoregolamentazione è indicata in almeno il 30% dell’ammontare del prestito. Coop Liguria da tempo ha adottato il criterio di avere disponibilità liquide o prontamente liquidabili almeno pari all’ammontare del prestito. Oggi, addirittura, le disponibilità liquide sono ampiamente superiori all’ammontare delle somme prestate (15% in più!): questo vuol dire concretamente che nemmeno un euro del prestito sociale è impiegato in investimenti a lungo termine. Infine, rispetto all’indice di struttura finanziaria recentemente introdotto nella rappresentazione dei bilanci su prescrizione dalla Banca d’Italia – indice che segnala il rapporto tra risorse stabilmente a disposizione e investimenti a lungo termine -, Coop Liguria registra un valore dell’indice di 1, che esprime una situazione di pieno equilibrio finanziario. Come si deduce facilmente da questi semplici ma decisivi dati, per come viene gestito il prestito in Coop Liguria, la sicurezza della restituzione delle somme prestate dai Soci è totale, grazie a comportamenti gestionali estremamente prudenziali, che vanno molto aldilà di ciò che sarebbe comunque ragionevole e sufficiente. Per queste ragioni, fa davvero arrabbiare e amareggia che la situazione di Coop Liguria – che pure viene giudicata virtuosa anche dai critici più ostili – venga quasi assimilata a situazioni di effettiva difficoltà generate da gestioni assai meno prudenti. Mi auguro che questa nota di chiarimento rassicuri i Soci prestatori e l’opinione pubblica rispetto a preoccupazioni immotivate.

*Presidente di Coop Liguria

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