A Genova stimolo agli investimenti per la connettività a banda ultra larga

Di   /  26 settembre 2013   

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La Giunta comunale, su proposta dell’assessore allo Sviluppo Economico Francesco Oddone, di concerto con gli assessori ai Lavori Pubblici Giovanni Crivello, all’Urbanistica Stefano Bernini e all’Informatica Isabella Lanzone, ha approvato una delibera in cui vengono definiti principi ed azioni concrete in grado di stimolare gli investimenti per lo sviluppo della connettività a banda ultra larga sull’intero territorio cittadino.

Il provvedimento mira a definire un quadro autorizzatorio e regolamentare in grado di agevolare gli investimenti delle società di telecomunicazione sul territorio comunale.

I conseguenti progetti permetteranno uno sviluppo capillare di infrastrutture di accesso ad alta capacità, consentendo agli operatori di telecomunicazioni e a tutti i soggetti aventi titolo di fornire servizi a banda ultra larga ai cittadini e alle imprese, in modo da tenere il passo con le maggiori aree industrializzate europee.

Pertanto il provvedimento propone, in un quadro pianificatorio complessivo, la definizione di alcuni principi ed azioni in grado di stimolare gli investimenti per la stesura di fibra agendo su più fronti:

• l’utilizzo di protocolli d’intesa con i vari soggetti interessati, per l’applicazione di un modello pianificatorio e progettuale complessivo in grado di garantire la maggiore copertura possibile alla città;

• la definizione di un ciclo autorizzatorio semplificato basato su conferenza di servizi, allo scopo di fornire ai soggetti firmatari un’unica interfaccia di riferimento con una conseguente semplificazione anche in termini di tempi dell’intero iter relativo a rotture ed occupazioni suolo;

• la disponibilità ad una verifica dei propri regolamenti, per renderli perfettamente aderenti alle nuove normative nazionali e ad agevolare lo sviluppo della banda ultra larga anche  nuove aree urbane;

• la possibilità di sfruttare nuove tecniche di scavo a basso impatto ambientale;

• l’avvio del catasto del sottosuolo, governato dall’Ente, per la mappatura e la condivisione delle informazioni sulle reti presenti nel sottosuolo cittadino.

In termini economici, compreso l’indotto, il provvedimento significa possibili investimenti sul territorio comunale di decine di milioni di euro e un volano per il pil del territorio di alcuni punti percentuali all’anno.

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